Olimpiadi: sfortuna Nibali, il belga Van Avermaet Campione Olimpico, Aru 6°

Di GIANCARLO COSTA ,

La volata per l'oro olimpico del ciclismo (foto cyclingnews)
La volata per l'oro olimpico del ciclismo (foto cyclingnews)

E' stata una delle più belle corse in linea degli ultimi 10 anni, spettacolare, combattuta, drammatica, era l'Olimpiade, si assegnava un titolo che tutti gli sportivi vogliono avere in bacheca, Vincenzo Nibali ci credeva ed era lì, in testa sull'ultima salita con il colombiano Henao e il polacco Majka, ed era in discesa, la sua specialità. Il podio era quasi sicuro, almeno così sperava il CT Davide Cassani e tutti i tifosi italiani incollati alla tv per vedere una gara che è stata più spettacolare di tant classiche e campionati del mondo. Poi una curva a 11 km dal traguardo, strada viscida e Vincenzo Nibali cade, seguito da Henao. Da non credere, come al Mondiale di Firenze, che sfortuna! La sua olimpiade e i suoi sogni finiscono lì, e le ultime notizie dicono che si è rotto la clavicola, un osso della spalla.

Ma bisogna fare i complimenti allo Squalo dello Stretto, ha corso da campione, era lì dove doveva essere quando si doveva fare la corsa. E tutta la squadra italiana ha fatto una grande corsa, con De Marchi e Rosa a tirare per chiudere sulla prima fuga. Poi Damiano Caruso che va in fuga con Henao, Kwiatkowski, Thomas, Van Avermaet e Zeits. Quindi a 50 km dal traguardo sulle salite dei tre giri finali che hanno fatto la selezione (63 arrivati su 145 partiti) entravano in azione Fabio Aru e Vincenzo Nibali.

Alla fine sarà Fabio Aru a salvare la spedizione azzurra, arrivando comunque 6°, un risultato che alle Olimpiadi equival ad aver raggiunto una finale, cioè i primi 8. Magra consolazione per una squadra che si era mossa alla grande, aveva corso da Italia come ai tempi in cui si dominava il ciclismo: peccato.

Per la cronaca poi il polacco Rafal Majka, l'unico rimasto in piedi del trio in fuga ci dava dentro fino a un chilometo dal traguardo, ma veniva raggiunto dal belga Greg Van Avermaet e dal danese Jakob Fuglsang, volata senza storia con l'oro che va a Van Avermaet, argento Fuglsang, bronzo Majka, con il francese Alaphilippe 4°, lo spagnolo Purito Rodriguez 5° e Fabio Aru 6°.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



Può interessarti