Mondiali di ciclismo in Spagna: argento per Sofia Bertizzolo

Di MARCO CESTE ,

L'arrivo
L'arrivo

Arriva la prima medaglia per il ciclismo azzurro al mondiale di Ponferrada. Come in altre occasioni sono le fantastiche ragazze di Salvoldi a confezionarla con un’altra magistrale prova di squadra. Ha vinto la danese Amalie Dideriksen, che conferma il titolo conquistato a Firenze 2013, al secondo posto per pochi centimetri Sofia Bertizzolo, al primo anno nella categoria e campionessa europea in carica. Terza la polacca Agnieszka Skalniak.
Chi ha visto la gara non ha dubbi nell’assegnare all’Italia la medaglia d’oro di squadra. Le azzurrine hanno improntato tutte le fasi cruciali della corsa con esemplare dedizione alla causa. Il lavoro svolto da Katia Ragusa e Sara Wackermann sulle salite del percorso per scremare il gruppo e lanciare nell’ultimo giro le due “Sofie”, Beggin e Bertizzolo, va oltre ogni encomio. Le due scudiere non hanno mai mollato. Dopo ogni strappo, finito lo sforzo, perdevano metri, riprendevano fiato e si riportavano avanti di nuovo per spendere le ultime energie a favore delle compagne. Katia Ragusa ha avuto persino la forza di riagganciare il gruppetto di testa a un km dal traguardo e lanciare la volata.
Poi hanno esultato tutte, compresa la Nesti messa fuori gioco da una caduta al primo giro, per l’argento che corona il grande lavoro svolto. Grande risultato. Col senno di poi si può dire che Sofia Bertizzolo oggi avrebbe potuto vestire la maglia iridata se non fosse stata costretta a cercarsi un varco nella volata con un incredibile slalom. Pochi centimetri dalla grande favorita della vigilia, al secondo anno nella categoria. Il CT Salvoldi afferma a caldo: "Come anticipato nei giorni scorsi, l’alto tasso di talento di questa squadra ci fa leggere una medaglia d’argento come un mancato oro, ma permette anche di comprendere l’effettivo valore di un gruppo i cui margini di crescita sono ancora ampi."“Abbiamo fatto la corsa praticamente dall’inizio e non possiamo rimproverarci nulla. L’unico appunto, forse, è che dovevamo mettere in difficoltà la Didericksen con maggior determinazione in occasione dell’ultima salita. E’ anche vero che le ragazze hanno dato tutto e che la salita non ha permesso la selezione sperata".

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