Elisa Longo Borghini conquista il bronzo alle Olimpiadi di Rio

Di GIANCARLO COSTA ,

Elisa Longo Borghini bronzo olimpico nel ciclismo su strada femminile (foto cyclingnews)
Elisa Longo Borghini bronzo olimpico nel ciclismo su strada femminile (foto cyclingnews)

Ancora una volte le donne salvano il ciclismo italiano, questa volta è alle Olimpiadi. Emozianante e spettacolare come la gara maschile, ma con un finale ben diverso. Sabato la caduta di Nibali, il nostro campione più grande degli ultimi 10 anni di ciclismo, la fine del suo sogno di vincere l'Olimpiade e il dolore e le lacrime della sua frattura alla spalla.

Domenica invece sempre una caduta, questa volta toccata all'olandese Van Vleuten sempre a 10 km dall'arrivo nel punto più difficile della discesa, ha rimescolato le carte di un finale che sembrava scritto, dopo che la Van Vleuten e l'americana Mara Abbott avevavo fatto il vuoto sull'ultima salita.
Da quando le cicliste avevano iniziato ad affrontare le salite e le discese del circuito finale, come nella prova maschile era iniziata un'altra gara. Si muovevano la cicliste che vanno meglio in montagna, con le accezzione di Marianne Voss, la fuoriclasse olandese che rientrata dopo un infortunio ha messo in strada l'orgoglio della campionessa, ma ovviamente non le gambe.

L'Italia femminile del CT Salvoldi si era mossa con la consueta maestria, con la Bronzini prima e la Guderzo poi (bronzo olimpico a Pechino) che hanno fatto il lavoro duro dei primi 100 km.
Poi Elena Cecchini è entrata nella prima vera fuga di giornata con la Worrack (Ger), Ferrand Prevot (Fra), Elvin (Aus), Vekemans (Bel), Jasinska (Pol) e Vos (Ola).
L'azione sembra quella decisiva, ma le fuggitive non hanno fatto i conti con la forte scalatrice americana Mara Abbot, che praticamente da sola rientra sulle 7 fuggitive, trascinandosi dietro le superstiti del gruppo delle migliori.

A 20 chilometri dell'arrivo inizia la bagarre per le medaglie. Attacca l'americana Abbott e rimangono Elisa Longo Borghini, le olandesi Van Vleuten e Van der Breggen e la svedese Johansson. Quando attacca la Van Vleuten, resiste solo Mara Abbott, le altre 3 si sfilano e sembrano destinate a giocarsi solo il bronzo. Inizia la discesa e l'olandese sembra fare il vuoto, si stacca la Abbott, prudenza o capacità tecniche. Ma quando la Val Vleuten sembra destinata alla classica fuga per la vittoria, a 10 km dal traguardo (come ieri Nibali) cade con una brutta caduta che la lascia immobile sull'asfalto. Attivi di vera paura, ma la corsa va avanti. Finita la discesa Mara Abbott ha circa 30 secondi di vantaggio sulle 3 inseguitrici tra le quali c'è l'azzurra Longo Borghini.

Caccia alla volpe e all'oro olimpico. La Abbott fa una cronometro fino a un chilometro dal traguardo, poi l'acido lattico fa il suo lavoro, le tre alle sue spalle vanno a tutta ed Elisa Longo Borghini fa la scelta strategica più importante della sua carriera. In una corsa normale conta vincere, all'Olimpiade le 3 medaglie. Quindi Elisa Longo Borghini coglie l'attimo, si sacrifica e va a chiudere con una tirata potentissima, perchè se la Abbott arriva da sola lei si giocherebbe argento e bronzo con due cicliste più veloci e forse sarebbe quarta. Sono attimi ma è di una lucidità incredibile. Ai 200 metri piomba sulla Abbott, la passa e la stacca, dietro l'olandese e la svedese che non aspettavano altro si alzano sui pedali e la staccano in volata. Oro per l'olandese Anna Van der Breggen, argento per la svedese Emma Johansson e bronzo per l'incredula Elisa Longo Borghini, piemonte di Verbania che corona un sogno, vincere una medaglia alle Olimpiadi che per tutto il movimento ciclistico femminile vale di più che qualsiasi spot, anche per l'aspetto economico, visto che le medaglie olimpiche sono pagate allo stesso modo sia per gli uomini che per le donne.

Il bilancio della Nazionale di ciclismo su strada è di una medaglia di bronzo, ma soprattutto di due squadre che hanno onorato la maglia azzurra agli occhi del mondo, a ricordare che questo sport, diventato globale negli ultimi 10 anni, nell'ultimo secolo è nato e ha avuto storia e leggenda proprio in Italia.

Classifica
1. Anna Van der Breggen (Ola)
2. Emma Johansson (Sve)
3. Elisa Longo Borghini (Ita)
4. Mara Abbott (Usa) a 4"
5. Armitstead (Gb) a 20"
6. Niewiadoma (Pol)
7. Oliveira (Bra)
8. Neff (Svi)
9. Voss (Ola) a 1'14"
10. Moolman (Saf)
14. Tatiana Guderzo a 2'19"
20. Elena Cecchini a 5'07"
42. Giorgia Bronzini a 10'06"

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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