Coppa Emilia Romagna Xc: la nuova fucina di talenti del Crer Fci riceve la “benedizione” di Marco Aurelio Fontana.

Di EMANUELE IANNARILLI ,

Marco Aurelio Fontana (foto Ale Di Lullo)
Marco Aurelio Fontana (foto Ale Di Lullo)

Di Emanuele Iannarilli

Quale miglior testimonial poteva decidere di dare la propria benedizione al neo nato circuito Xc emiliano romagnolo se non il pluricampione italiano nonché terzo alle ultime olimpiadi di Xc, Marco Aurelio Fontana?

Contattato dall'ufficio stampa del comitato regionale Fci Marco ha dato subito la sua disponibilità per rispondere a qualche domanda riguardante il circuito Xc che proverà a lanciare i nuovi talenti regionali e non nel panorama del Cross Country italiano. Nato appunto per dare spazio alle nuove leve il circuito ospiterà comunque anche gli amatori che decideranno di prendervi parte cimentandosi in una disciplina molto divertente quanto faticosa e tecnica che vede tra i maggiori esponenti italiani e mondiali l'emiliano romagnolo Fontana. Di talenti veri e campioni l'Emilia ne ha già sfornati diversi. Yader Zoli, pluricampione italiano marathon e olimpionico, Mirko Pirazzoli, romagnolo campione mtb, hanno tracciato quel sentiero che ci ha portato finalmente ad essere una delle realtà d'eccellenza della mtb italiana. Per il lancio ufficiale del circuito si è dunque pensato in grande chiedendo pareri e consigli a chi se ne intende davvero, a chi giorno dopo giorno ha trasformato con tanto sacrificio e dedizione una passione in una professione.

Marco Aurelio Fontana ha risposto alle domande dell'inviato del Crer Emanuele Iannarilli.

Ciao Marco, innanzitutto a nome di tutto il popolo dei biker italiani ti faccio un grandissimo in bocca al lupo per la prossima stagione agonistica nella quale speriamo di vederti sempre più spesso sul podio e magari anche sul gradino più alto. Detto ciò credo che tu ormai sai bene quanto i giovani biker italiani si rivedano in te e nelle tue gesta sportive/agonistiche rappresentando appunto per loro un mito e un esempio. Non solo, tanti di loro fanno della tua vita attuale e cioè da atleta professionista l'apice dei propri sogni e delle loro speranze targate MTB.

- E. Iannarilli: essendo un esempio per loro ti senti in parte responsabile non solo a livello agonistico ma anche a livello umano della loro crescita?

- M. Fontana: certamente, è molto importante per me essere un esempio sportivo ma prima di tutto umano. Io sono cresciuto in un ambiente sano dove lo sport è per prima cosa divertimento e disciplina allo stesso tempo.

- E. Iannarilli: quali sono secondo te i valori che vanno in primis “inculcati” nella mentalità di un atleta giovane emergente?

- M. Fontana: partiamo del fatto che tutti vogliamo vincere perché questo non si può negare, ma è la strada che si prende per arrivarci che differenzia un vero Campione da "semplicemente" un vincente. E quando siete su in cima rimanete con i piedi per terra e ringraziate sempre le persone che vi sono state vicino percorrendo la stessa vostra strada. Umiltà, determinazione e lealtà.

- E. Iannarilli: la passione è sempre un'arma trainante. Quanta ne resta dopo aver corso centinaia di gare a livello professionistico e quanta di essa viene messa da parte per far posto alla “professione”?

- M. Fontana: certo quando corri per tanti anni alcuni stimoli diminuiscono come ad esempio la voglia di viaggiare per tutto il mondo, ma la passione pura, vera per la bici penso che non passi mai, anzi posso dire che negli anni è solamente aumentata. E poi sempre porsi obiettivi nuovi, realistici ma ambiziosi allo stesso tempo.

- E. Iannarilli: è bene educare le nuove generazioni ad una condotta di gara e a una condotta sportiva fatta di lealtà e sportività. E' possibile coniugare tutto ciò con la ricerca dei risultati che a volte sono spasmodici e insistentemente richiesti da sponsor e team manager?

- M. Fontana: è una delle difficoltà dello sport. I risultati sono importanti ma altrettanto lo sono i modi in cui li si ottengono. Tanti ragazzini che vincevano tutto quando ero allievo o juniores adesso corrono in bici part time o magari hanno anche smesso. Io che da esordiente e allievo facevo fatica a finire le corse adesso sono un medagliato Olimpico......

Voglio dire che bisogna insegnare ai ragazzi a divertirsi in bicicletta cercando di dare il massimo e di migliorare anno per anno ma senza partire dai risultati perché nelle categorie giovanili sono "solamente" dei numeri e poco più.

- E. Iannarilli: raccontaci un aneddoto dei tuoi primi passi da giovane atleta e soprattutto quando hai capito che forse quella passione per la mtb poteva diventare qualcosa di più?

- M. Fontana: ad una delle mie prime gare di Ciclocross da esordiente mi dimenticai di chiudere bene la ruota davanti e visto che ero avvezzo alle impennate ne feci una durante la competizione per impressionare mio papà e mi ritrovai ad atterrare con la forcella nel prato....

Capii invece che la MTB era la mia strada quando nell'anno 2005 feci il Mondiale di Livigno e dopo un mese di allenamento a fila finii undicesimo negli U23, un risultato che fino a pochi mesi prima era impensabile!

- E. Iannarilli: quanto è importante un circuito dedicato ai giovani e che cerchi di coniugare il divertimento e la crescita agonistica degli stessi?

- M. Fontana: è molto importante ma deve essere fatto nella maniera giusta. Se torno indietro con i ricordi le gare che mi piacevano di più da junior erano in Liguria o in Alto Adige dove non c'era la paura da parte degli organizzatori di inserire un passaggio tecnico e di far correre i ragazzi sui single track. Chiaramente se facciamo fare ai giovani delle salite e discese di ghiaia questi in un attimo passano su strada, tanto poi è uguale....

- E. Iannarilli: dando uno sguardo al panorama italiano giovanile, a parte qualche realtà che sembra essere all'avanguardia per quel che riguarda l'attenzione ai giovani non ci pare ci sia una ricerca molto diffusa della cultura della mtb fin dai primi passi. Intendo dire che se un giovane oggi ha voglia di pedalare può sicuramente trovare nel settore strada più team disposti a farlo crescere. E' solo questione di tempo o manca qualcosa che ci sfugge?

- M. Fontana: direi che abbiamo fatto passi importanti visto che all'ultimo Mondiale avevamo un team che faceva "paura" in tutte le categorie, soprattutto in quelle giovanili. E poi mi sembra che adesso tanti dei ragazzini che "vanno" rimangono nell'ambiente e non se ne vanno con i cugini della strada.

Sicuramente bisogna migliorare soprattutto nel modo in cui vengono cresciuti facendo più attività (come il ciclocross) e con meno stress però siamo sulla strada giusta.

- E. Iannarilli: dall'alto della tua esperienza prova a dispensare qualche consiglio tecnico agli organizzatori del nuovo circuito Xc regionale. Intendo tecnico ma anche organizzativo e motivazionale. Cosa serve per chiamare i giovani ai nastri di partenza?

- M. Fontana: come vi dicevo prima io cercherei di fare un pò di lavoro con pala e pico e costruire qualche piccolo salto che tanto piace ai ragazzini, metterci sempre il passaggio tecnico che caratterizza la gara ed allo stesso tempo tenere il tutto in sicurezza che è altrettanto importante. Fate gare veloci senza salite impossibili dovei ragazzi si abituano ad un ritmo elevato e magari fanno gara in piccoli gruppetti. Sarà stimolante da correre ed entusiasmante da vedere!

- E. Iannarilli: ora qualche consiglio invece prova a darlo ai giovani per aiutarli a crescere al meglio e senza fronzoli per la testa.

- M. Fontana: siate leali sempre, mai tramare o imbrogliare. Solo i perdenti imbrogliano, solo i perdenti cercano scorciatoie per vincere.

Siate grintosi e correte con la voglia di farlo perché la MTB è uno sport stupendo e divertentissimo.

Guardate sempre in alto con la voglia di arrivarci, ma guardante anche sempre indietro per ringraziare tutte le persone che vi hanno fatto arrivare fino a li.

- E. Iannarilli: alimentazione/allenamento/testa: dacci le percentuali per rendere al massimo.

- M. Fontana: io non parlo mai in termini percentuali, il segreto è l'equilibrio. Se mangiate benissimo (che poi cosa vuol dire benissimo?!?) ma non vi allenate però avete la testa da vincente non porterete a casa niente. Mangiare sano ma ricco, allenarsi con continuità senza carichi di lavoro eccessivi (siete giovani e avete tempo per fare ore in sella) e rimanete sereni e tranquilli con la testa senza farvi influenzare troppo dalle persone accanto a voi ma ascoltandole sempre tutte.

- E. Iannarilli: può la nascita di un circuito del genere dare il via e magari aprire la strada ad altre manifestazioni?

- M. Fontana: questo lo sapremo solamente dopo aver dato il via al vostro circuito!!! Ma direi che se gira tutto giusto potrebbe essere affiancato da altre manifestazioni simili.

Grazie Marco per la pazienza e per la disponibilità. Sicuramente tanti cercheranno in te un esempio, uno stile di vita da imitare ma ahimè non tanti riusciranno nell'intento. L'importante a prescindere dalla rilevanza dei risultati crediamo fortemente che prima di tutto venga il divertimento e la socializzazione nello sport e nel condividere qualcosa di speciale qual'è la Mtb. Speriamo di vederti su un campo di gara per dar manforte alle nuove generazioni che hanno bisogno di esempi sempre positivi come tu sei...l'arrivo all'olimpiade testimonia molto di più di quanto non è stato sottolineato e dimostra che vedere il lato positivo della questione paga di più che rammaricarsi per l'accaduto.

Informazioni sul circuito su sito: www.coppaemiliaromagnaxc.it.

  • Appassionato di sport estremi in particolare Mtb, Surf, Snowboard. Ha collaborato con Pianetamtb.it per la stesura di articoli e report per le maggiori granfondo off-road italiane e gare a tappe internazionali. Responsabile comunicazione Challenge 24mtb 2013/2014. Atleta endurance con partecipazione a gare internazionali, marathon, granfondo, gare a tappe. Responsabile comunicazione di alcune granfondo nazionali e collaboratore per alcuni brand off-road per test materiali, prova nuova prodotti. Blogger e responsabile comunicazione Bike Action Team.



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