Campionati Europei ciclismo su strada: argento con Elia Viviani per un tubulorare

Di GIANCARLO COSTA ,

Podio maschile Campionati Europei di ciclismo (foto federciclismo)
Podio maschile Campionati Europei di ciclismo (foto federciclismo)

Il Campione Olimpico Elia Viviani non riesce nel suo sogno, e di tutta l’Italia del ciclismo, di conquistare la maglia dell’Unione, per una questione di centimetri, se non di millimetri: “un tubolare…” dirà in conferenza stampa.
Volata doveva essere e volata è stata anche grazie al grande lavoro della formazione messa in campo da Davide Cassani per questa seconda edizione dei Campionati Europei Elite. Ha vinto il favorito principale, Alexander Kristoff, norvegese, 30 anni, velocista tra i più forti in circolazione.
Sul traguardo di Herning in Danimarca ha sfruttato, per sua stessa ammissione, l’ottimo treno azzurro messo in piedi negli ultimi chilometri per stoppare l’azione solitaria di Edvald Boasson Hagen, l’altra punta della formazione norvegese. E’ uscito allo scoperto negli ultimi 100 metri e controllato, fino al limite del consentito, il ritorno di Elia Viviani sulla sua destra.
Il campione olimpionico dell’Omnium non si è tirato indietro, non ha mollato di un centimetro, anche se la volata è sembrata per certi aspetti la copia di quella che vide, al Tour, coinvolti Sagan e Cavendish, con l’esito che tutti ricordano. Viviani ha cercato di recuperare sul norvegese, ma la sua rimonta si è fermata ad un centimetro, se non qualcosa di meno: “La squadra ha fatto un grande lavoro per mettermi nelle condizioni di poter fare la mia volata – ha detto in sala stampa–. Quando è partito Kristoff ho viso la possibilità di passare sulla destra e sono partito. Peccato, brucia perdere il titolo per un tubolare...”.

Il fotofinish ha ratificato qualcosa che già gli stessi protagonisti avevano intuito, ovvero la vittoria di Kristoff e il secondo posto di Viviani (al terzo è giunto l'olandese Moreno Hofland). Le scaramucce subito dopo l’arrivo tra il veneto e il neo campione continentale, sono subito rientrate, anche perché la giuria ha ritenuto tutto regolare.
Quando mancano 10 chilometri alla conclusione, Boasson Hagen prova a far saltare il banco. Se ne va in compagnia del belga Jens Keukeleire e del russo Nikolay Trusov. L’azione viene annullata a meno di 2 chilometri dal traguardo, ma il norvegese non ci sta, rilancia e taglia lo striscione dell’ultimo chilometro con una manciata di secondi sul gruppo. Inevitabile, quindi, che entri in azione il treno dell’Italia che prepara la volata a Viviani, con l’epilogo già raccontato.
La medaglia d’argento nella sostanza premia un corridore che ha sempre fatto dell’attaccamento alla maglia azzurra il suo obbiettivo, visti i problemi di partecipazione ai grandi giri con la sua squadra, il team Sky. Anche se l’occasione era ghiotta e le cose si sono messe come speravamo, l’aver perso al fotofinish da un corridore come Kristoff non può suonare come una sconfitta. Le volate sono questioni di attimi e dettagli. Oggi è andata così, ma già da domani si torna in strada per una nuova sfida. Questo vale per Elia ma anche per lo stesso Kristoff, che adesso ha la ghiotta occasione di poter ripetere quanto realizzato da Sagan lo scorso anno, ovvero l’accoppiata titolo Continentale e Mondiale. A settembre, infatti, la prova iridata si correrà a Bergen, in Norvegia. C’è da credere che la coppia di nemici-amici Kristoff-Boasson Hagen non se la lasceranno sfuggire, date anche le caratteristiche del tracciato.

L’Italia de ciclismo chiude questi Europei con un bottino di 2 medaglie d’oro (Elena Pirrone nella cronometro juniores e Michele Gazzoli nella prova in linea juniores), ben 3 argenti (Viviani, Bronzini e Paternoster nella crometro) e 1 bronzo (Paternoster nella prova in linea), oltre a 3 quarti posti. Nel medagliere l’Italia è terza dopo la Danimarca (autentica dominatrice di questa rassegna) e Olanda, davanti a Norvegia e Belgio. Saliamo sul podio in ben 5 diverse gare sulle 12 in programma sia nella prova in linea che a cronometro. Questi elementi, già da soli, evidenziano un bilancio positivo della trasferta di Herning. Le nostre Nazionali hanno corso sempre da protagoniste, esaltando uno spirito di squadra che ci ha permesso di confermare, nelle singole specialità, il ruolo di Nazione di riferimento, com’è tradizione del ciclismo italiano.

Fonte federciclismo

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

Commenta l'articolo su Twitter...

Può interessarti