Antidoping: dal 1º gennaio pene più severe per atleti e squadre, 4 anni di squalifica per uso di doping pesante

Di GIANCARLO COSTA ,

foto dopingpertutti.blogspot.it
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Dal 1° gennaio è entrato in vigore il nuovo Codice Mondiale Antidoping. Di conseguenza l'UCI ha apportato modifiche al proprio Regolamento Antidoping.

Oltre alle nuove regole, ci saranno anche novità sul piano pratico per realizzare controlli più "intelligenti" e migliorare l'efficacia e l'imprevedibilità dei controlli. La maggior parte di questi sono realizzati dalla Fondazione Antidoping del Ciclismo su mandato dell'UCI e, dovunque possibile, in collaborazione con le Agenzie Nazionali Antidoping. Secondo quello che prevede il Codice della Wada 2015, l'UCI concentrerà i propri sforzi sugli atleti di livello internazionale - coloro che figurano nell'elenco RTP - mentre le organizzazioni antidoping nazionali (NADO) si concentreranno sugli atleti di livello nazionale.

La conservazione dei campioni da parte dei laboratori della Wada passerà da otto a dieci anni, accrescendo così la finestra di riesami potenziali.

La "associazione vietata” diventa un nuovo tipo di Violazione del Regolamento Antidoping. Un corridore può essere punito per i suoi rapporti con persone squalificate da una qualsiasi Organizzazione Antidoping.

Le nuove pene previste sono dunque le seguenti.

Sospensione di 4 anni per una prima violazione intenzionale del codice antidoping (presenza, utilizzo, tentativo di utilizzo o possesso di una sostanza vietata) per sostanze di doping pesante come steroidi, ormone della crescita, Epo, doping ematico.

Sospensione di 4 anni per gli atleti che si rifiuteranno di fornire un campione o che fuggono o che falsificano il procedimento di raccolta del campione.

Sospensione provvisoria obbligatoria per qualsiasi risultato di anomalia e per le violazioni legate al passaporto biologico; l'Uci può procedere con una sospensione provvisoria per qualsiasi altra violazione.

L'inasprimento delle pene servirà come deterrente per fermare l'uso di sostanze illecite nello sport? Staremo a vedere; il mondo del ciclismo ha dovuto riscrivere le classifiche delle corse degli ultimi 20 anni in più di un'occasione e quindi la lotta in questo sport è stata sicuramente più intensa. Si dice che il doping sia un passo avanti sempre all'antidoping, e articoli letti sui maggiori quotidiani nazionali degli ultimi giorni lasciano stupefatti per la sofisticazione dei trattamenti dopanti.

E se fosse la radiazione per una qualsiasi infrazione intenzionale del codice antidoping, il deterrente finale da usare per fermare la diffusione sistematica del doping?

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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